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I Medici

Nel mio caso ho avuto a che fare con cinque medici durante il percorso, in questo articolo non parlerò dell’intervento.
Ho fatto l’iter a Firenze nel Marzo del 2016. Il mio primo colloquio è stato con lo psichiatra che ha avuto l’onere di attestare se effettivamente soffrivo di disforia di genere o se avevo altro tipo di problemi. Insieme alla psicologa avrebbero dato un supporto, anche emotivo, alla mia transizione. Successivamente insieme al rilascio della certificazione ho potuto iniziare con l’endocrinologa e nel mentre ho affrontato anche una perdita di peso con la dietista poiché in sovrappeso, infatti la terapia ormonale avrebbe potuto influenzare in maniera ancora più negativa sulla mia già obesità. Tendenzialmente con l’assunzione di testosterone si prendere peso.

Preso l’appuntamento e arrivati al giorno del primo colloquio, prima di tutto si va all’accettazione con i documenti; tessera sanitaria, esenzione per reddito e il foglio con l’orario e la data rilasciato in precedenza. Pronti a iniziare il lungo “viaggio”.

Lo Psichiatra

Il primissimo colloqui l’ho avuto con lo psichiatra, è stato un lungo colloquio. Gli ho dovuto spiegare in pratica perché ero lì. Fu davvero dura per me poiché molto spavento e poco lucido. Quasi insicuro, ma con la certezza di fare la cosa giusta. Ho avuto dubbi che ora a mente lucida posso esser sicuro dovuti alla paura di accettare chi io sia. In quell’istante credo proprio di aver cercato aiuto.

Ho parlato per quasi 45 minuti nella prima seduta cercando di sviscerare i miei dubbi e tutto quello che sono riuscito a estrapolare nei giorni passati. Molto prima del colloquio iniziai a scavare nei ricordi e cercare tutto quello che letteralmente seppellì, o semplicemente dimenticai. Tutto quello che potesse avermi portato a prendere quella decisione di fare il colloquio. Ho esplorato la mia mente in cerca di ricordi quasi spariti che anche ai tempi avevo trovato particolari. Tutti i ricordi che mi hanno spinto a esser lì.

Sono stato un fiume in piena, ho cercato di dire il più possibile. Il fatto che fingevo da una vita di essere un ragazzo nelle chat, che interpretavo ruoli maschili nei giochi, i ricordi più particolari legati al mio genere di appartenenza e tutto quello che poteva risultare “fuori dagli schemi”. Mi concentrai principalmente sulle sensazioni, come quella volta che a circa cinque anni, mia madre ha tentato di mettermi la gonna a tutti i costi mentre io piangevo disperatamente. Quella volta che in costume da bagno ero invidioso dei bambini. Quella volta che a scuola negli spogliatoi facevo fatica nello stare lì con le miei compagne di classe e mi domandavo cosa ci facessi là, e perché loro non stavano provando vergogna di fronte a me. Per quanto poteva, lui cercava di fermarmi per chiedere e magari avere qualche risposta in più, molto probabilmente per capire o escludere cosa io avessi. Sono passati anni ma ancora me lo ricordo piuttosto bene, e un sorriso spunta sempre.

La Psicologa

Nel primo anno ho avuto a che fare con entrambi alternandosi di mese in mese. La psicologa fu con il tempo una parte fondamentale poiché ho avuto e sto avendo difficoltà con i genitori. Un punto delicato che non voglio trattare. Posso dire di sentirmi fortunato in certi momenti e sfortunato in altri, non sono persone pronte a questo genere di questioni e non credo che lo possano esser mai. Non gliene faccio una colpa, è solo triste che una famiglia non si capisca e si divida fin da subito.
Con la psicologa ho parlato dei miei dubbi le mie paure e in alcuni casi è riuscita a cogliere sfumature molto sottili di me. Ha cercato, nel breve tempo a disposizione di abbattere certe miei visioni che mi stavano tormentando, deviando da quella che era la realtà. Alcune volte ci giudichiamo troppo severamente, alcune volte siamo troppo severi con chi ci sta attorno. Mi ha aiuta ad affrontare il mio rapporto con gli altri, anche se devo lavorare ancora tanto su di me, come persona più che come transessuale. Ho vissuto quasi una vita intera tenendo lontano le persone. Nascondendo agli amici chi io fossi.

L’aspetto, i miei tratti non particolarmente maschili, la mia voce non molto “maschile” e che tutt’ora resta l’esempio meno adatto. Mi ha aiutato ad accettare quelle cose di me, che non gradivo. Mi ha aiutato a capire il mio corpo, i miei limiti e le mie possibilità. Non posso dilungarmi poiché troppo complicato. Mi ha ascoltato e aiutato. A volte un intervento chirurgico può esser evitato se aiutati dalla persona giusta. Ho capito che ci sono tante imperfezioni che a noi appaiono più grandi di quelle che sono in verità.

Endocrinologa

Il consulto positivo tra lo psichiatra e la psicologa darà il via libera a iniziare con la cura ormonale, si potrà prendere il primo appuntamento con l’endocrinologa.
Prima di iniziare però vanno fatti una serie di esami, nel periodo del ciclo. Fatti questi prelievi del sangue, se non risultano gravi problemi, l’endocrinologa vi fornirà il lascia passare per la terapia ormonale. Nel mio caso con il Nebid 1000mg/4ml una puntura ogni 12 settimane che è il massimo, in alcuni casi può variare, diminuendo le settimane.

Ho dedicato una playlist su Youtube dove parlo dei vari cambiamenti, mese per mese. Per vedere e sentire la “trasformazione” clicca QUI.

Ho creato anche un album nel sito per vedere i cambiamenti dell’aspetto prendendo in esame alcune parti del corpo, clicca QUI per andare a vederlo.

Dietista

L’endocrinologa all’inizio della terapia ormonale, ovvero a Giugno del 2017, mi aveva ammonito per il mio peso eccessivo. Ai tempi infatti pesavo 107,50 kg. Il problema non stava solo nel fatto che il testosterone poteva aumentare l’appetito, ma nel mio caso l’eccessivo peso poteva “mutare” il testosterone assunto in estrogeni.

Quindi a Settembre del 2017 ho avuto il primo colloquio con la dietista e ho iniziato a frequentare la palestra. Tramite la combinazione di entrambe le due cose ho iniziato a perdere peso in maniera graduale, da un peso di 107,50 kg a circa 72 kg arrivando al normopeso anche se il mio peso ideale sarebbe di 64/65 kg.

Il percorso con la dietista è stato molto istruttivo, sono stato guidato nella scelta giusta dei prodotti da mangiare, quale evitare e come cercare di bilanciare al meglio senza rinunciare al dolce. Tramite un diario alimentare ho potuto capire i miei errori. Anche se non era solo questo il problema. Il problema che ho riscontrato è quello della fame nervosa, dell’attaccarmi al cibo quando le cose non vanno bene. Riempire un vuoto, cercare di saturare il mio stomaco quando ci sono cose, avvenimenti, episodi, che non posso cambiare. Quando ci sono persone che non meritano il mio affetto che mi fanno star male.

La dietista ha avuto un approccio quasi psicologico nei miei confronti, non solo pratico. Ha avuto un grande impatto su di me e il mio futuro.

Conclusione

Tutto questo ha avuto un grande impatto nella mia vita. Due anni di cambiamenti che mi hanno trasformato, non reso perfetto ma ho imparato davvero ad amarmi anche se in maniera un poco altalenante a volte. Ho smesso di fumare, perso peso, iniziato palestra, acquistato abiti nuovi avvicinandomi all’idea di persona che ho sempre sognato di essere. Ho smesso di odiare quella persona che mi guarda nello specchio ed ho iniziato a volergli bene, ma non diteglielo, potrebbe montarsi la testa…